ADL Atlante demologico Lombardo – Vol III

ADL Atlante demologico Lombardo – Vol III

Informazioni:

Sottotitolo: Il Cremonese
Autore:
A cura di:
Anno di Pubblicazione:
Formato: 21,5x28,5
Pagine: 304
Confezionatura: filo refe in brossura, copertina cartonata con inserto di quadricomia,completo disecondo cofanetto con CD-rom e inserto con le mappe tematiche
ISBN: 978-88-559-0026-3
Descrizione: Tradizioni popolari del ciclo dell'anno in provincia di Cremona
Genere: Tecnico Scientifico
Casa Editrice: Fondazione Civiltà Bresciana

Estratto Dal Testo:

“Non c’è il due senza il tre” ed ecco il terzo volume dell’Atlante Demologico Lombardo, curato, come i precedenti, da Giancorrado Barozzi per i testi e da Mario Varini per gli apparati multimediali.

Dal 1996, anno in cui il progetto dell’Atlante ha avuto inizio, il panorama degli studi scientifici e l’interesse generale per le tradizioni popolari sono alquanto mutati: il tema della festa, per lunghi decenni quasi negletto e trascurato nel nostro paese, eccezion fatta per le isolate ricerche etnologiche avviate sull’argomento già alla fine degli anni Cinquanta da Vittorio Lanternari, si è di recente imposto all’attenzione degli studiosi e degli specialisti delle discipline demo-entno-antropologiche ed è stato messo al centro di alcuni importanti convegni che hanno avuto luogo in questi ultimi anni. Basti citare, a livello nazionale, quello organizzato a Torino nel giugno 2003 dall’ AISEA (l’Associazione italiana per le scienze etnoantropologiche) su “Festa – Tradizione – Riproposta – Reinvenzione”, al quale hanno partecipato oltre 60 relatori; e, per quanto riguarda più da vicino la provincia di Cremona, il convegno sui “Fuochi rituali” organizzato nell’ottobre 2005 dal gruppo di ricerca del Museo del Lino di Pescarolo, in cui 13 relatori, provenienti da varie regioni d’Italia, hanno indagato i significati antropologici di questo particolare elemento morfologico festivo, mappato nella Lombardia orientale anche dall’Atlante Demologico.

Per quanto riguarda l’interesse, da parte di un vasto pubblico di non specialisti, per le occasioni cerimoniali festive e popolari, vi è da dire che si sta assistendo pressoché ovunque a una loro notevole, quanto inattesa, ripresa o, in certi casi, reinvenzione, in funzione di recupero identitario. Con la diffusione, poi, a livello di massa di nuovi canali di comunicazione multimediale dal basso, quali you-tube, e di comunità informatiche, come facebook, le feste di paese hanno preso possesso non solo delle piazze reali, ma anche di quelle virtuali. Sempre più numerosi sono infatti i filmati messi in rete che mostrano le fasi salienti di eventi festivi pubblici legati a tradizioni e valori comunitari. Per quanto approssimativi, sul piano culturale, o dilettantistici, nelle inquadrature, possano risultare questi documenti postati sul web, essi attestano pur sempre, per quantità numerica ed estensione territoriale, la presenza di una rinnovata, quanto sino a poco tempo fa insospettabile, attenzione anche da parte delle giovani generazioni per le tradizioni popolari e, in modo principale, nei confronti delle loro manifestazioni di carattere collettivo.

Certo, come hanno fatto notare alcuni tra i demologi più accorti, la tradizione oggi non è più quella di un tempo; vale a dire che, come accade da sempre, essa continua a trasformarsi senza sosta e si riplasma alla luce delle esigenze e delle ansietà del mondo contemporaneo. You-tube e facebook non hanno fatto che portare a un livello più alto di visibilità questo dato di fatto grazie al quale, da che mondo è mondo, si perpetua, innovandosi, e resiste a ogni usura e censura la cultura popolare.

L’Atlante, con la sua presenza in rete dal 1996 ad oggi, ha accompagnato e, in parte, anticipato proprio questo fenomeno. Ma il suo compito non può dirsi esaurito: restano ancora da documentare e da mappare le “tradizioni del futuro”.

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