Demone Bianco

Demone Bianco

Informazioni:

Sottotitolo: Una storia di dislessia
Autore:
Anno di Pubblicazione:
Formato: 15x21
Pagine: 152
Confezionatura: filo refe in brossura
Descrizione: Lucida testimonianza del vissuto personale dell'autore e del suo rapporto con la dislessia
Genere: Letteratura e Poesia
Casa Editrice: CDS Graphica

Estratto Dal Testo:

“Essendo dislessico non mi piace leggere” così inizia “Essere digitali”, il libro di Nicholas Negroponte, uno dei maggiori esperti mondiali di comunicazione digitale e “Non leggo ma lasciatemi scrivere” è lo slogan di Giacomo Cutrera nel forum dedicato alla dislessia che lo vede tra i principali autori.

Questo per far capire che quello che state per leggere è un libro un po’ speciale perché nasce dalla voglia di comunicare qualcosa di importante sfruttando il mezzo più diffuso ma anche più difficile per l’autore. Questo libro non è un romanzo e nemmeno un trattato, a me piace definirlo con il termine “testimonianza”.

Credo infatti che Giacomo sia il testimone, come spesso accade, involontario, di una serie di situazioni che hanno profondamente toccato la sua vita. Il filo conduttore è la dislessia, prima subita e poi riconosciuta, ma in questo libro il discorso è ben più ampio. Qui si parla di rapporti tra genitori e figli, tra studenti e insegnanti, si parla di giustizia, di sofferenza, di tenacia, di riscatto, di paura, di orgoglio, di amicizia, di solitudine, di cosa vuol dire insegnare e quanto questo sia legato alla fiducia, al rispetto.

Giacomo ci porta per mano nel suo vissuto, con orgoglio ci fa partecipi dei suoi ragionamenti, è la voce fuori campo che ci fa vedere oltre la facciata, ci illumina sui suoi sentimenti e sulle sue scoperte. Ci conduce in un viaggio non facile, che ci costringe a riflettere perché non sarà difficile immedesimarsi di volta in volta in lui o nelle persone che lo hanno fatto maggiormente soffrire.

La cosa che mi ha maggiormente colpito nel suo racconto è la lucidità delle sue riflessioni, l’essere coscienti e allo stesso tempo impotenti, fino a trovare una via d’uscita nel reciproco rispetto.

Ora il suo viaggio continua, raggiunto il diploma, la sfida è l’università.

this work was shared 0 times
 100