Il “Chiodo d’Oro” di Bagolino

Il “Chiodo d’Oro” di Bagolino

Informazioni:

Autore:
Anno di Pubblicazione:
Formato: 21x29,7
Pagine: 72
Confezionatura: filo refe in brossura
ISBN: iSSN 0390-6639
Descrizione: Volume scientifico
Genere: Tecnico Scientifico
Casa Editrice: Museo Civico di Scienze Naturali di Brescia
Collana: Le chiavi della Natura

Estratto Dal Testo:

La località di Bagolino, in Valle del Caffaro è molto nota per alcune particolarità storiche e gastronomiche, quali il carnevale in costume, che ogni anno attira alcune migliaia di spettatori, e il formaggio “Bagoss”, presidio Slow Food. Il paese e la sua popolazione hanno quindi profonde radici storiche e culturali legate al territorio e testimoniate anche da una importante attività mineraria durata alcuni secoli e sviluppata in condizioni ambientali dure e difficili. A queste particolarità e tradizioni storico-culturali si aggiunge dal 2004 una caratteristica in più: presso il paese di Bagolino è stato istituito un sito internazionale (GSSP) di grande importanza geologica per la definizione di un intervallo preciso del calendario della storia della Terra, ovvero il piano Ladinico. Questo volume spiega e descrive i principali aspetti di questo Geosito, noi vogliamo in questa sede ripercorrere brevemente gli avvenimenti che hanno portato al suo riconoscimento internazionale.

Le montagne e le valli del territorio di Bagolino hanno attirato geologi sin dal 1800, quando l’area apparteneva all’Impero austroungarico. La caratteristica particolare della zona era la ricchezza di tipi di rocce presenti, legata alla posizione del territorio di Bagolino vicino al margine meridionale dell’intrusione del plutone dell’Adamello in cui sono esposti meravigliosamente i rapporti con le rocce sedimentarie incassanti. Ai primi del 1900 vennero segnalati i primi fossili raccolti nella successione sedimentaria della zona, in una località presso il ponte di Romanterra, appena a valle dell’abitato di Bagolino. Questa località venne riscoperta da Peter Brack all’inizio degli anni ’80 e da allora è iniziato un lungo percorso scientifico fatto di studi molto avanzati di macro- e microfossili, degli orizzonti tufitici e del paleomagnetismo. Nel 1991 il sito di Romanterra è entrato ufficialmente nel ristretto elenco dei siti più significativi al mondo per il Ladinico, ed è diventato oggetto di studio da parte di una apposita commissione di specialisti di tutto il mondo, appartenenti alla “Subcommission on Triassic Stratigraphy”. Questa commissione fa a sua volta parte della “International Commission on Stratigraphy”, che è l’organo internazionale incaricato di stabilire gli standard mondiali di riferimento per la scala del tempo geologico. La località è stata ufficialmente candidata nel 2002, quindi dal 2002 al 2004 la candidatura è stata sottoposta a verifica ed a una complessa sequenza di votazioni che hanno portato alla decisione finale del 2004. La presentazione scientifica ufficiale è stata fatta nel 2005 e negli anni successivi è iniziato l’allestimento del Geosito con un grosso impegno finanziario sostenuto dal Comune di Bagolino, Museo Civico di Scienze Naturali di Brescia ed il contributo della Società Edison. Il coordinamento è stato svolto da Peter Brack (ETH di Zurigo) e Paolo Schirolli (MCSN Brescia) in stretta collaborazione con le autorità locali.

Il percorso allestito inizia presso il ponte di Romanterra, ed è stato realizzato con un avvicinamento, un ponte, diversi pannelli esplicativi chiari e scientificamente molto corretti, un punto panoramico ed il posizionamento di grossi campioni delle rocce principali della zona e di alcuni modelli dei principali fossili presenti (Ammonoidi). Il percorso si distingue nettamente rispetto ad altri sentieri geologici in Italia per l’ottima coniugazione di chiarezza esplicativa, completezza scientifica e varietà di campioni geologici visibili, combinate con sicurezza di accesso e brevità, che consentono realmente un accesso alla portata di tutti.

Il percorso è stato inaugurato il 18 luglio 2009, alla presenza di autorità locali, scienziati, professionisti e decine di abitanti e turisti. Nonostante un violento temporale in prima mattinata, il sito venne visitato da piu’ di un centinaio di persone che poi hanno partecipato al rinfresco offerto dal Comune in un locale ove era stata allestita la pregevole mostra “Una finestra sulla camera magmatica”. Da allora le aspettative del Comune e di tutta la popolazione del paese non crediamo siano state disilluse, anzi, possiamo dire che il percorso ha avuto un notevole successo in quanto è visitato regolarmente da turisti e da numerose escursioni didattiche da parte di studenti di scuole di vari livelli, fino all’università.

Questa guida ottimamente strutturata e scritta da Paolo Schirolli e Peter Brack rappresenta quindi l’ultimo atto di un lungo percorso scientifico e la sua pubblicazione nelle Monografie di Natura Bresciana conclude e completa la presentazione al pubblico del Geosito di Romanterra con una divulgazione scientifica veramente di alto livello. In Italia esistono altri 8 Geositi GSSP per intervalli di tempo diversi dal Ladinico, ma con la pubblicazione di questo volume Bagolino diventa senz’altro quello meglio attrezzato e presentato al pubblico.

In ultimo vorremmo esprimere il nostro plauso per le iniziative del Museo Civico di Scienze Naturali di Brescia. In questo periodo in cui si da così poco valore alla cultura, è molto importante, e fa piacere, vedere un Museo così impegnato a valorizzare i legami tra cultura, storia, scienza e territorio come esemplificato dagli ultimi numeri delle Monografie di Natura Bresciana (27/2003 dedicato al plutone dell’Adamello ed il 30/2010 dedicato a Giuseppe Ragazzoni) che spiccano anche per la pregevole qualità grafica e di stampa.

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