Nella Berther

Nella Berther

Informazioni:

Sottotitolo: I Diari
Autore:
A cura di:
Anno di Pubblicazione:
Formato: 17x24
Pagine: 272
Confezionatura: filo refe in brossura
ISBN: 978-88-559-0040-9
Descrizione: Volume che ripropone tre differenti diari di Nella Berther , provenienti da tre differenti archivi e risalenti atre differenti momenti della vita della scrittrice.
Genere: Letteratura e Poesia
Casa Editrice: Fondazione Civiltà Bresciana

Estratto Dal Testo:

Non è solo nella narrativa e nella poesia di oggi che alcune delle voci più interessanti ci giungono dalla provincia. Si aggiunga poi che, non di rado, ciò che spesso continuiamo a considerare provincia rispetto alle ingerenze delle metropoli può vantare nel passato e nel presente una forte centralità culturale, quanto ad autori come a presenze editoriali. E la storia culturale di Brescia ne può essere dimostrazione e conferma, in ogni campo del sapere.

Di qui l’opportunità e, ancor più, la necessità di scavare nella propria storia, riportando in primo piano momenti e voci sia lontane, sia anche e soprattutto vicine. Come è appunto il caso di Nella Berther (1913-1972), autrice ricca di svariate sfumature culturali e figura centrale della Brescia anni Cinquanta-Sessanta dove – conseguita la laurea in Lettere Antiche presso l’Università statale di Milano con una tesi dedicata al dialetto della Val Camonica che le procura la stima di Benvenuto Terracini, che la vorrebbe collaboratrice presso quell’Università nella quale ha avvicinato personaggi quali Antonio Banfi e la di lei coetanea e poetessa Antonia Pozzi – insegna per quasi un trentennio al Liceo Arnaldo di Brescia, per poi passare all’Istituto Magistrale, per occuparsi in prima persona della formazione dei futuri insegnanti come docente di Latino e Storia, Geografia e Educazione civica. Una Brescia che la vede attiva anche all’Università Popolare Lunardi, al Soroptimist, al Circolo di Cultura col ruolo di presidente e consigliere, e come Vicepresidente dei Laureati Cattolici. Esperienze vive anche sul piano produttivo, perché ne vengono l’antologia della letteratura italiana Voci nel tempo, firmata con Ada Garzone (La Scuola, 1959), l’edizione commentata di I promessi sposi (La Scuola, 1967); il volume di Storia a uso delle scuole di avviamento a tipo agrario e commerciale e a tipo industriale (La Scuola, 1954).

E che si tratti di figura di primo piano lo possono ben ricordare le sue opere: quel romanzo al tempo stesso lirico e realistico titolato Pan di segale, apparso nel 1950 presso l’editore Gatti, insignito del Premio Manzoni (e opportunamente riproposto nel 2010 con prefazione di Piera Tomasoni dal Soroptimist Club di Brescia e Iseo); e quella sorta di diario dell’anima in forma di poesia Se la strada finisce (Rebellato 1972), avallato da una prestigiosa prefazione di Cesare Angelini e arricchito nell’edizione postuma a cura di Alberto Frattini e Attilio Franchi (La Scuola, 1975).

Ma c’è tutta una sua stagione critica e di studiosa che chiede di essere recuperata e rivalutata. Penso in particolare alle sue collaborazioni e recensioni apparse su “Studium” e in particolare sulla rivista Scuola Italiana Moderna, contrassegnate da grande lucidità, come ci ricorda ad esempio la recensione a Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, nel bel mezzo delle polemiche e discussioni, spesso ideologiche che hanno accompagnato quella pubblicazione. E penso alla Berther traduttrice, inizialmente con Lettere alla madre di Baudelaire per le Edizioni di Uomo (1945); quindi, per la casa editrice Morcelliana, con testi di Alexis Carrel quali Viaggio a Lourdes e La preghiera (qui con prefazione di Giuseppe De Luca) e di Charles Moeller (Saggezza greca e paradosso cristiano), e, per “La Sveglia di Brescia”, Messaggio alla gioventu tedesca di Ernst Wiechert.

Per tutto questo credo che sia da salutare con entusiasmo questa autentica scoperta operata da Paola Napolitano, che ripropone in questo volume tre differenti diari di Nella Berther, provenienti da tre differenti archivi e risalenti a tre diversi momenti della vita della scrittrice. Momenti particolarmente significativi perché il primo, risalente al 1929 e di una Nella quasi sedicenne, riporta il lettore in una Brescia d’altri tempi, ma fresca grazie a una scrittura solare che va solidificandosi. Quanto al secondo e al terzo, rispettivamente del 1953 e del 1955, dicono di una Nella scrittrice, perché la notazione diaristica è anche solidamente narrativa nell’accompagnare il lettore in due diverse escursioni e passeggiate in montagna. Una Nella Berther che si rivela nelle due facce che è dato ritrovare anche nelle poesie, opportunamente richiamate a far da contrappunto a queste pagine diaristiche e peraltro arricchite come corpus dal rinvenimento di testi sconosciuti riproposti in appendice. Una faccia più malinconica, quella di Nella Berther nel primo dei due diari adulti. E uno sguardo più scanzonato nel secondo, in cui l’autrice gioca anche con citazioni letterarie.

Diari che nella loro apparente leggerezza dicono molto di un’anima ricca e profonda, intrisa di profonda spiritualità. Ed è gran merito di Paola Napolitano non solo aver restituito questi testi con acribia filologica, ma averli arricchiti con puntuale apparato di note esplicative e illuminati con un commento davvero esaustivo.

Ermanno Paccagnini

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