Poncarale e le sue Chiese

Poncarale e le sue Chiese

Informazioni:

Autore:
Anno di Pubblicazione:
Formato: 21x28
Pagine: 240
Confezionatura: filo refe in brossura
Descrizione: Ricerca storica sulle Chiese e la comunità di Poncarale
Genere: Storia e Biografie
Casa Editrice: Editrice La Rosa

Estratto Dal Testo:

Eleandro Maghini è di quelle persone in grado di ridare smalto a parole che, per l’uso e l’abuso che se ne fa, spesso finiscono per diventare tautologie del nulla. Con Maghini tornano saporose e concrete parole come ricerca, storia e cultura, chiarezza, pazienza e amore. Raccontarvi in questa breve prefazione Poncarale e le sue Chiese non è più dunque la cronaca di un libro ma un viaggio in un metodo e in una passione che, come quelli di Eleandro, hanno sempre da insegnare al lettore.

Partiamo proprio dal titolo, la porta di un libro, la chiave per disserrare il cuore di un autore: Poncarale e le sue Chiese. Niente vezzi da scrittore minimalista nel titolo, ma subito dritto al cuore, con chiarezza. È la sottolineatura con quella maniera garbata, alla Maghini per capirsi, del legame tenace tra una comunità ed i luoghi, le tradizioni e le persone che parlano di sacralità. Chiese nella lettura di Eleandro non sono infatti solo quelle in pietra, di cui per altro traccia storia minuta e documentata, Chiesa è innanzitutto, come vuole la radice greca del termine, l’assemblea dei fedeli. Ecco dunque che, vagliando documenti di vario tipo, dalla carta medievale alle visite vescovili, a partire da metà Cinquecento, Maghini riesce a darci la cronaca ma non solo. Maghini collega la storia minuta di Poncarale con le vicende della Chiesa universale e della storia generale, in un percorso per riannodare fili nella memoria di un paese a quelli di una tela più generale e vasta.

In particolare le visite pastorali che Maghini analizza con estrema cura rivelano tutto un mondo, fatto di sacerdoti ora rimpianti dalla popolazione per la loro pietà, ora ammoniti per i loro difetti, sempre e comunque pastori di una comunità. Quest’ultima a sua volta nel Sacro trova motivi di conforto, di aggregazione, si pensi alle Confraternite e agli Oratori e un quadro di idee in cui sviluppare tutti quei valori che contraddistinguono Poncarale, ancora oggi. La ricerca paziente di Maghini cerca tanto il Dio sugli altari quanto quello nelle case e nel cuore della povera gente. Particolarmente intense, capace di rievocare ricordi cari, sono sicuramente le pagine sulla religiosità contadina. La celeberrima affermazione di Croce, non possiamo non dirci cristiani, nelle pagine di Maghini acquista il senso di un gesto quotidiano che sopravvive ancora. Si parte da modi di dire del nostro dialetto, spesso così rudi ma che poi, in queste pagine, scopriamo versioni popolari delle Sacre Scritture. Maghini rievoca, quindi, celebrazioni come quelle mariane o legate al culto dei Santi, le rogazioni e le preghiere alle santelle campestri.

Poncarale e le sue Chiese si snoda così, con la sua limpidezza geometrica, attraverso i diversi percorsi presi dal sacro in questo paese della prima pianura bresciana. Il nuovo studio di Eleandro Maghini non è però un libro concluso.

L’autore in una proposta che inserisce nel finire passa idealmente il testimone della narrazione del Sacro a Poncarale a chi vorrà continuare la ricerca per approfondire il cammino fatto dalla comunità dopo il concilio Vaticano II.

Il senso di questo volume agisce inoltre in profondità, lo si incontra per meditazioni successive una volta terminate le pagine che lo compongono.

Il testo, scritto da Maghini come atto d’amore e riconoscenza rispetto a quella comunità in cui è cresciuto e si è riconosciuto, diventa anche un invito a riconoscere quelle radici cristiane della nostra cultura europea che, seppur misconosciute, ne sono tra i principi posti a fondamento.
Il ricordare un cammino religioso plurisecolare fatto da tante comunità, tra cui Poncarale, diventa per Maghini non fonte di lode dei tempi passati ma un invito all’ottimismo, un invito a non avere paura ma, come ammoniva Giovanni Paolo II, a varcare la soglia della speranza. Partendo da certi piccoli gesti della nostra memoria quotidiana.

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